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AkaB: l'intervista inedita - This Is Not A Love Song

AkaB: l’intervista inedita

In occasione dell’uscita del nuovo – purtroppo postumo – libro di Akab,
Le mani di Z (in preorder fino al 23 aprile su Progetto Stigma),
pubblichiamo un’intervista doppia a Gabriele Di Benedetto (in arte AkaB)
e Andrea Diprè (sì, proprio lui) a cura di Marco Taddei, risalente al 2017.

AkaBLe mani di Z (Progetto Stigma / Eris)
(In PREORDER fino al 23 aprile 2020)
Tutte le opere di AkaB per TINALS
Introduzione di Andrea Provinciali
Articolo e intervista di Marco Taddei
illustrazioni di AkaB

Inizio ottobre 2017, circa.
Mancavano poche settimane all’edizione di Lucca Comics. Quell’anno avremmo presentato un bel po’ di graphic vhs nuove tra cui Deep Throat (Gola profonda, di Gerard Damiano, 1972) reinterpretato a fumetti proprio da AkaB.


Sarebbe stato il primo titolo “porno” della nostra collana REMAKE e Gabriele era entrato  in contatto con Andrea Diprè*,  il quale – colpito da quei disegni – aveva così deciso di scrivere l’introduzione della vhs:

“Nella fantasia artistica contemporanea, il porno-erotismo, inteso come basico e appagante desiderio dei sensi, è rarissimo. La mirabile arte di AkaB ha il dono sublime di far entrare il sesso da protagonista nella creazione. Egli non è soltanto un intellettualizzato e diagnostico formalista capace di impiegare un talento purissimo di abilità tecnico-esecutiva, ma è anche e soprattutto un avido degustatore di eros naturale. A mio giudizio, il suo remake illustrato di Deep Throat raggiunge un apice estetico insuperabile nella sua tormentosità proprio per come sa spingersi  verso il profondo alla caccia pionieristica e intrepida a misteri che l’inconfondibile artista milanese cercando, fatalmente, riesce a trovare!”
Andrea Diprè

Felicemente spiazzati da questo improbabile connubio decidemmo insieme di promuovere la vhs con un’approfondita intervista doppia, che Marco Taddei fu subito entusiasta di fare. Ma quell’articolo rimase lì sospeso senza pubblicazione.  Fino ad oggi.
Metterlo su queste pagine significa molto per noi: per TINALS ha pubblicato svariate opere, ma Gabriele, prima di un artista stimato, era un amico, era “uno di noi”. Questa intervista è un modo per omaggiarlo e ringraziarlo pubblicamente.

AkaB era un “sabotatore artistico” irriverente, malinconico, potente, fragile e perturbante allo stesso tempo, e ne sentiamo la mancanza ogni giorno di più.

Tutte le opere di AkaB per TINALS

*Andrea Diprè e AkaB si sono incontrati grazie a Umerto Baccolo che in quel periodo stava girando dei cortometraggi per il Web basati sulla fine del mondo da diversi punti di vista. AkaB accettò di far girare il video Umberto Baccolo & Andrea Diprè for the end of the world (2017), un finto trailer per una webserie inesistente, a casa sua curando lui stesso le riprese: i quadri sullo sfondo ne sono diretta testimonianza.


Porn to be alive

di Marco Taddei

Conosco Akab di persona, conosco anche i suoi fumetti, il suo immaginario spezzato e il suo stile asfissiante. Andrea Diprè lo conosco “solo” per i suoi arcinoti video e le altre variegate scorribande mondane. Non potevo immaginare due pianeti, che dico pianeti, due universi più distanti tra loro e l’idea che si potessero incrociare in qualche modo mi pareva più fantascientifica di un Roberto Benigni che invita a cena Godzilla costringendolo ad acchitarsi con i vestiti di sua madre. Poi però Andrea Provinciali mi ha detto che la nuova VHS d’autore della linea Remake di Tinals l’avrebbe fatta proprio Akab, aggiungendo che quel satanasso era riuscito, per l’occasione, ad estorcere – non so quale altro termine usare, questo mi pare il più calzante – un’introduzione firmata proprio dalla penna frenetica di Andrea Diprè. Nella fattispecie il punto di incontro di queste due traiettorie così antitetiche è la pornografia, ovvero quel mitologico, rivoluzionario capolavoro che risponde al nome di Gola Profonda – niente battute sul particolare punto della protagonista, grazie.

Tutto mi è sembrato improvvisamente chiaro, la fantascienza di quell’incontro si è dissolta, e io ho fatto la figura del bamboccio appena uscito dai lupetti. La pornografia OVVIAMENTE unisce tutti noi. Akab a Diprè e Diprè ad Akab. E a me, ad Andrea Provinciali, a Linda Lovelace, a Gerard Damiano, a tutti gli appassionati e le appassionate di Tinals e che so, a Mario Draghi, a Cristina D’Avena, a Vladimir Putin. E la pornografia arriva anche a collegare Donald Trump a Kim Jong-Un. Due tizi che non si parlano, che non si capiscono, che si odiano fino a rischiare l’escalation nucleare, hanno in realtà un vastissimo campo da gioco in comune dove condividere i propri intendimenti, scambiarsi battute simpatiche, fare qualche brindisi e distendere i nervi. Ce ne sarebbe abbastanza per salvare il mondo, no? Non male per un po’ di tette e culi.

Vabbè tagliamoci subito il dente, che cos’è la pornografia per voi? Cosa vuol dire? Che ruolo c’ha nella vostra vita?

AkaB (A) – È una domanda che meriterebbe un libro come risposta. In quella pietra fondante del linguaggio che è “Solo contro tutti” di Carmelo Bene al “Maurizio Costanzo Show” (potenziale lettore, se non l’hai visto, vai subito su YouTube e imparalo a memoria). Bene, parlando della pornografia, dice che è la voglia di avere voglia. È una sintesi perfetta. Oltre a questo posso dirti che ancora oggi mi capita di disegnare tenendo da una parte solo l’audio di una conferenza sulla simbologia babilonese e antiche lingue morte mentre su un altro monitor va un video senza audio di una reverse gang bang dove un suolo uomo è sopraffatto da 101 teenagers. C’è un fortissimo legame tra l’eros e la creatività, diciamo che avere a portata di sguardo delle fantastiche gnocche in movimento, mi funziona come la carota per l’asino. Non è una bella immagine, d’altra parte il buon gusto è la morte dell’arte, come diceva Capote.
Andrea Diprè (AD) – Per me la pornografia è l’Alice nel Paese delle Meraviglie delle sborrate. Tralasciando il significato etimologico, per me significa “visione di tanti buchi femminili dilatati”. Il ruolo che ha è quello di spingermi ad organizzare delle maratone o happy hour orali, vaginali e anali.

Se ami veramente qualcuno, vuoi che la sua vita sessuale sia favolosa e non frustrante.

E che cos’è per voi l’amore?

A Mi viene da piangere. Basta e avanza come risposta, no?
AD “Amore” per me non ha nessun significato. Trovo più interessante l’espressione “fare l’amore” ovvero penetrare femmine.

È possibile trovare un punto di unione tra l’amore e la pornografia?

A – Non credo nel copyright su i corpi. Quando vedo coppie gelose, provo una grande agape per loro. Si castrano a vicenda imponendosi qualcosa che avrebbe senso solo se non fosse una costrizione. Questo per dire che amore e porno possono essere conciliati senza il possesso verso l’altro, senza la paura che chiude tutte le porte. Se ami veramente qualcuno, vuoi che la sua vita sessuale sia favolosa e non frustrante.
AD – Nessun punto d’unione perché l’amore non esiste.

Gola profonda è un filmato mediocre, ha avuto il grande merito di sdoganare il sesso esplicito nelle coppiette borghesi e perbeniste degli anni ‘70.

Come mai “Gola Profonda” rappresenta ancora un punto di riferimento della pornografia, anzi quasi quasi della filmografia in generale?

A – Gola profonda è un filmato mediocre, ha avuto il grande merito di sdoganare il sesso esplicito nelle coppiette borghesi e perbeniste degli anni ‘70. Il sesso orale piace a tutti e questo film è stato la scusa per poterne parlare più liberamente al bar, oltre ad avere incassato una vagonata di dollari. Tutto qui.
AD – Perché segna una tappa fondamentale così come accade con i capolavori dell’arte figurativa universale.

A quali capolavori ti riferisci in particolare, Andrea?

AD – Mi riferisco, per esempio, alle sculture di Canova

A questo proposito secondo te Andrea è possibile avere un immaginario artistico esclusivamente basato sulla pornografia?

AD – Certo, sostengo proprio una identificazione concettuale tra pornografia e arte.

Come te la passi al di fuori del dipreismo? Come lo coniughi con la tua vita quotidiana? Ma soprattutto hai una cosa che può essere accostata alla comune “quotidianità”?

AD – Il Dipreismo coincide con la vita stessa: always COCA, FIGA, MONEY for me!

Titolo del porno preferito?

A – Non è un film porno, ma una scena del Cattivo Tenente di Abel Ferrara: quando Harvey Keitel ferma in macchina due ragazzine ubriache e dice a una che se non vuole andare in galera deve mimargli un pompino mentre l’amica gli mostra il culo e lui si masturba sotto la pioggia. È un punto di squallore, abuso di potere, disperazione e morbosità che ho sempre trovato tra gli apici del sesso raccontato senza morale. Se vuoi una risposta più precisa, ho un debole per tutti i casting hardcore, anche quelli finti. Da questa risposta si capisce che sono una persona terribile e che mi eccita avere una posizione di potere verso le donne come Harvey Weinstein.
AD – Andrea Diprè, la mia prima scena porno (quello con Natasha Nice).

Stiamo diventando sempre più distaccati dal corpo, forse è solo un goffo e ingenuo tentativo per riappropriarsene.

Qual è la vostra parafilia preferita? Ovviamente se sono più di una fate pure l’elenco.

AD – Ballbusting (oh my Gosh!)
A – Temo nessuna. Mi piacciono i vestiti, ma non mi spingerei a masturbarmi usandoli. Mi piacciano su una donna, non da soli. Visto che questa risposta è deludente, ti racconto di quella volta che sono andato a fare una presentazione in un paesello sperduto in montagna e la sera al bar ho conosciuto un’angelica ragazzina dai grossi occhioni stile Heidi che dal niente ha iniziato a raccontarmi di essere eccitata sessualmente dalle amputazioni. Si toccava pensando di poter succhiare un moncherino. Ora so che tu non mi starai credendo ma, non solo è la verità, ha pure continuato a raccontarmi le sue avventure sessuali a base di caproni, pastori 80enni, gobbi e persino un incesto con il fratello. Comunque mi sono scritto tutto e sicuro lo userò per un libro.

Premesso che non bisogna capire una parafilia per farsela piacere, qual è quella che proprio non capite?

A – Il solletico.
AD – Le capisco tutte anche se, in tema di parafilie, io sono un maniaco del ballbusting.

L’illustrazione e la pornografia sono un’allegra coppietta. Secondo voi per quale motivo la fantasia e l’immaginazione si concentrano così tanto sulla produzione e ripetizione di corpi nudi esposti?

A – Stiamo diventando sempre più distaccati dal corpo, forse è solo un goffo e ingenuo tentativo per riappropriarsene.
AD – Perché è il riflesso della componente biologico-naturale.

Qui voglio approfondire la materia con Andrea. Riesci a dirmi qualcosa di più? C’è qualche autore di fumetto o un qualche illustratore – Akab a parte – che soddisfa la tua rappresentazione della sessualità attualmente in Italia?

AD – Apprezzo molto il lavoro di Giovanna Casotto.

Una corpo rappresentato è un corpo potenzialmente sconfinato, dato che i suoi limiti sono solo quelli della mente dell’illustratore. Che ne pensi della capacità di questi corpi?

AD – Penso che i corpi debbano sempre essere espressi IN CORPORE VILI.

Leggi fumetti? Se sì potresti dirmi quali e perché?

AD – L’ultimo che ho letto risale a 15 anni fa circa ed era di Milo Manara. Fui attratto dal titolo: Il Pittore e la Modella.

La letteratura erotica ti interessa? Se sì mi consiglieresti qualche nome?

AD – Mi è piaciuto Il Macellaio di Alina Reyes.

Pornografia e sublime. Quali i punti di contatto? Si può toccare la poesia con lo squallido?

A – Non solo si può. SI DEVE.
AD – Assolutamente sì: sono per la glorificazione delle perversioni più squallide.

In coda mi permetto uno svolazzo personale. Akab e Diprè, una coppia che ha dell’incredibile. Com’è stato possibile?

AD – Per una questione qualitativa: ho visto dal vivo alcuni suoi lavori e subito ne ho colto il prestigio assoluto. Nell’arte vale sempre la regola del primo impatto.
A – La vera risposta sarebbe l’allineamento dei pianeti, ma ha contato anche molto un’amicizia in comune.

Per favore rispondete sì a questa domanda: rifarete qualcosa insieme?

A – Assolutamente.
AD – Ne sarei onoratissimo: adoro avere a che fare con quelli che a mio giudizio sono dei Titani del gusto e dell’arte.

[Per Akab] Dipré in tre parole.

1 – Educatissimo
2 – Gentile
3 – Bianco

[Per Diprè] Akab in tre parole.

1 – Elevatissimo
2 – Prestigioso
3 – Diagnostico.

Il regista Andrej Tarkovskij ha scritto: “La conoscenza delle cose conduce al pianto”, commenti?

A – A citazione rispondo con citazione: “Non cesseremo di esplorare, e la conclusione di tutta la nostra ricerca sarà arrivare al punto di partenza e osservare il luogo per la prima volta.” Thomas Stearns Eliot
AD – Io avrei detto: “La conoscenza delle cose conduce inesorabilmente al Dipreismo (coca, figa, money)”.


(2017) Una nota personale finale: non avevo mai visto Gola Profonda. Non sono un bacchettone, anzi il contrario, semplicemente non mi era mai capitato. L’ho visto stasera, mentre scrivevo l’articolo. Bello.

(2020) Un’altra nota personale finale: E così ti devo la visione di Gola Profonda. Ti saluto come mi salutavi tu: ciao bello!

[Marco Taddei]

 


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