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Home Festival supporta Wish You Were Here e la musica dal vivo in Italia - This Is Not A Love Song

Home Festival supporta Wish You Were Here e la musica dal vivo in Italia

WISH YOU WERE HERE

This is not a concert ticket…
just a perfect date!

Il fumetto sostiene la musica dal vivo
32 concerti epocali x 32 fumettisti x 10 live club

Crowdfunding dal 24 maggio al 31 luglio 2021

https://sostieni.link/28855

Wish You Were Here, grazie a una campagna di crowdfunding attivata su Produzioni dal basso, sosterrà 10 live club italiani devolvendo loro parte del ricavato (circa il 50% del ricavato al netto delle spese di produzione, tasse, etc.) della campagna crowdfunding; un gesto simbolico per affermare ancora una volta l’amore indissolubile che lega il fumetto, l’illustrazione e la grafica alla musica e alla sua energia sprigionata su un palco, legame che si fa ancora più forte in un momento così delicato e difficile per tutti i lavoratori dello spettacolo.

Questi i 10 live club coinvolti:

Hiroshima Mon Amour (Torino), Locomotiv Club (Bologna), Monk (Roma), The Cage (Livorno), Fanfulla (Roma), Vidia (Cesena), Demodé (Bari), Bronson/Hana-Bi (Ravenna), Trenta Formiche (Roma), Candelai (Palermo)

Abbiamo deciso di dare la parola direttamente ai locali coinvolti, per sfogarsi e dire la loro su questi quasi due anni di chiusura forzata e sulle speranze del presente/futuro della musica dal vivo… e infine una vera chicca: a ogni locale abbiamo fatto scegliere il concerto più bello che abbia organizzato e lo abbiamo trasformato in un poster Wish You Were Here!

Non potevamo che iniziare con l’Home Festival, che ha deciso di supportare l’intero progetto come Music Partner allegando una “ birra sospesa ” (valida per l’edizione 2022 del festival) a ogni ordine (senza alcun a soglia di donazione minima) che arriverà tramite crowdfunding.

HOME Festival

Nasce a Treviso nel 2010 e con decine di migliaia di presenze ad ogni edizione, è oggi tra i più importanti festival musicali d’Italia. Premiato nel 2012, 2016 e 2017 come ‘Best Festival’ e nel 2014 con il ‘Territory Improvement Award’, dal 2019 si è trasferito a Venezia. Il Festival, attento alle nuove tendenze musicali nazionali ed internazionali e a restituire valore al territorio, è un connubio unico tra passato, presente e futuro.

Come state “vivendo/gestendo” questo stop forzato della musica dal vivo che da marzo 2020 (a parte rare eccezioni estive) ha bloccato la vostra attività? Quali sono le problematiche maggiori?

Dicono ci siano 5 fasi che le persone vivono quando c’è una crisi: prima c’è il rifiuto, poi la rabbia, segue una contrattazione per convincersi che non è poi così male, per scivolare quindi in un atteggiamento di rassegnazione e concludere, infine, con una magra accettazione. Un po’ come tutti, anche noi abbiamo vissuto queste fasi, ma abbiamo deciso che avremmo impiegato tutte le nostre energie per spingere un po’ più in là quell’accettazione e trasformarla in attitudine. La giusta attitudine non può cambiare il presente, ma può subito lavorare per plasmare il futuro. Lo dobbiamo alla nostra passione per la musica come esperienza e, soprattutto, alle migliaia di Homies che hanno fatto di un’idea, i 10 anni di Festival che conosciamo oggi. Si tratta di lavorare per restituire, il prima possibile.
Problematiche? Non poter mettere a terra concretamente quello su cui si lavora, fare per poi disfare.

Si deve subire tutto ciò passivamente finché il pericolo pandemia non è passato o secondo voi ci sono alcune soluzioni che potrebbero essere adottate? Se sì, quali?

Dopo un anno di fermo e vedendo gli esperimenti riusciti in altri Paesi, sembra quasi che qui non vogliano lasciarci pensare a delle soluzioni pratiche. Eppure, crediamo che, come tutti i professionisti della musica live, avremmo molto da mettere in campo.
Ad ogni modo, sentiamo di avere ancora una cosa molto preziosa e che ci è stata affidata nei 10 anni di festival: la fiducia e l’affetto delle persone. Fiducia e affetto che riescono a mettere in moto tutto, noi compresi.

Per finire, domanda di rito: qual è stato il concerto della vita, l’esibizione più bella all’interno del festival, significativa ed emozionante che avete organizzato?

The Prodigy il 31 agosto 2018. Era la seconda giornata del Festival, il meteo non ci aveva graziati – anzi, di acqua se n’era presa davvero tanta! – ma quella notte è successo qualcosa di irripetibile. L’ultimo concerto di The Prodigy in Italia, per una serata così potente che ce la portiamo ancora addosso e, come noi, tutte le persone che l’hanno vissuta. Stavamo giusto guardando alcuni video amatoriali realizzati dalle prime fila. Sai, quelli un po’ mossi, coi commenti sotto, dove si percepisce l’adrenalina del momento dalle vibrazioni della videocamera. Cioè, mentre scriviamo, sembra di sentire ancora quel caldo, quello spessore della folla, addosso.
A distanza di qualche anno ci ricorda anche la scomparsa del frontman e, come se non bastasse, che su quel palco c’erano anche i Prozac+. Si sente la ferita. Brucia. Ma va bene così, le cose importanti devono sempre lasciare il segno.

Graphic by PAOLO GALLINA

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WISH YOU WERE HERE

Il biglietto del concerto al quale hai sempre sognato di andare. Il manifesto della band o della voce che ti ha cambiato la vita, reinterpretato in modo unico da un artista. Il concreto sostegno al club dove hai trascorso ore ad ascoltare la tua musica preferita.

Tutto questo è WISH YOU WERE HERE, il progetto ideato da THIS IS NOT A LOVE SONG e dedicato ai live che hanno fatto la storia della Musica, quei concerti ai quali tutti avremmo voluto assistere.
32 biglietti di 32 concerti epocali, che al loro interno racchiudono 32 manifesti esclusivi illustrati da 32 tra i migliori fumettisti italiani. Il tutto anche in sostegno di 10 live club, grazie a un crowdfunding attivo dal 24 maggio fino al 30 giugno su Produzioni dal Basso.

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