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Wish You Were Here: The Cage - Livorno - This Is Not A Love Song

Wish You Were Here: The Cage – Livorno

WISH YOU WERE HERE

This is not a concert ticket…
just a perfect date!

Il fumetto sostiene la musica dal vivo
32 concerti epocali x 32 fumettisti x 10 live club

Crowdfunding dal 24 maggio al 31 luglio 2021

https://sostieni.link/28855

Wish You Were Here, grazie a una campagna di crowdfunding attivata su Produzioni dal basso, sosterrà 10 live club italiani devolvendo loro parte del ricavato (circa il 50% del ricavato al netto delle spese di produzione, tasse, etc.) della campagna crowdfunding; un gesto simbolico per affermare ancora una volta l’amore indissolubile che lega il fumetto, l’illustrazione e la grafica alla musica e alla sua energia sprigionata su un palco, legame che si fa ancora più forte in un momento così delicato e difficile per tutti i lavoratori dello spettacolo.

Questi i 10 live club coinvolti:

Hiroshima Mon Amour (Torino), Locomotiv Club (Bologna), Monk (Roma), The Cage (Livorno), Fanfulla (Roma), Vidia (Cesena), Demodé (Bari), Bronson/Hana-Bi (Ravenna), Trenta Formiche (Roma), Candelai (Palermo)

Abbiamo deciso di dare la parola direttamente ai locali coinvolti, per sfogarsi e dire la loro su questi quasi due anni di chiusura forzata e sulle speranze del presente/futuro della musica dal vivo… e infine una vera chicca: a ogni locale abbiamo fatto scegliere il concerto più bello che abbia organizzato e lo abbiamo trasformato in un poster Wish You Were Here!

THE CAGE

Il 5 maggio 2002 il Livorno batte 3 a 0 l’Alzano e riguadagna la promozione in serie B dopo 33 anni di assenza. Nel tripudio della festa cittadina, due tifosi doc (di quelli veri, di quelli incrollabili) hanno un’intuizione.

I successi sportivi non bastano: Livorno si merita di più. Livorno si merita un locale di musica dal vivo. Un locale di quelli forti, dove il volume viene sparato a mille, dove si suda, si balla, si canta. Insomma, un “live music club” in stile europeo dove si fa casino sul serio.

E così Toto Barbato e Mimmo Rosa, già attivi nella scena culturale della città da diversi anni, danno vita al The Cage!

Come state “vivendo/gestendo” questo stop forzato della musica dal vivo che da marzo 2020 (a parte rare eccezioni estive) ha bloccato la vostra attività? Quali sono le problematiche maggiori?

Onestamente non ho più parole per descrivere quello che stiamo provando, non ne possiamo più, questa è la verità, siamo veramente stanchi. Siamo fermi da oltre un anno e chissà quando riapriremo, tutto il nostro comparto è composto, cosa molto rara in questo paese, da gente che ama il suo lavoro e lo svolge a livelli professionali altissimi, riconosciuti in tutto Europa. A prescindere dai ristori e dalle economie, che ovviamente non versano in buone acque, è proprio l’idea di questo “presente” che ci disgusta.

Si deve subire tutto ciò passivamente finché il pericolo pandemia non è passato o secondo voi ci sono alcune soluzioni che potrebbero essere adottate? Se sì, quali?

Non vedo altra soluzione che non sia la vaccinazione di massa, durante questo anno assurdo c’è stato qualche piccolo tentativo di parlare di “lockdown generazionale” ma ovviamente è stato subito rigettato dalla massa. In Toscana da lunedì ci sarà nuovamente la zona rossa, i bambini e i ragazzi saranno nuovamente rinchiusi in casa, scuole chiuse e il lungo lungomare sarà militarizzato perchè non sia mai che qualcuno vada a respirare un pò d’aria pulita. Nel frattempo sciami di pensionati saranno in fila al supermercato oppure assembrati davanti alla posta o alla farmacia, siamo una società al contrario.

Per finire, domanda di rito: qual è stato il concerto della vita, l’esibizione più bella all’interno del festival, significativa ed emozionante che avete organizzato?

Tra i tanti scelgo la prima volta che i Lagwagon vennero al The Cage il 12/6/2012. Non sono una band che ascoltavo da giovane, non sono un fan ma c’è sempre stato un amore viscerale tra i livornesi e questa band californiana, sarà per il surf o lo skate, ma Livorno è una delle roccaforti per Joey Cape e soci.
Le foto raccontano molto meglio di quel concerto rispetto a qualsiasi altra mia frase, basti dire che, essendo già giugno dentro al teatrino c’erano 50 gradi e un tasso di umidità al 100%, il concerto era sold out da settimane e il pogo è durato dall’inizio alla fine del concerto lasciando increduli anche i musicisti sul palco.
Dopo nemmeno 5 minuti un ragazzo fu portato via dall’ambulanza perché si era lussato la spalla, stando sotto palco, piangeva non per il dolore ma perché sapeva cosa si sarebbe perso. Anche per questo motivo ho riportato i Lagwagon in città altre volte e anche con altre formazioni, ma la prima volta fu una cosa assurda!

Graphic by MICHAEL ROTONDI

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WISH YOU WERE HERE

Il biglietto del concerto al quale hai sempre sognato di andare. Il manifesto della band o della voce che ti ha cambiato la vita, reinterpretato in modo unico da un artista. Il concreto sostegno al club dove hai trascorso ore ad ascoltare la tua musica preferita.

Tutto questo è WISH YOU WERE HERE, il progetto ideato da THIS IS NOT A LOVE SONG e dedicato ai live che hanno fatto la storia della Musica, quei concerti ai quali tutti avremmo voluto assistere.
32 biglietti di 32 concerti epocali, che al loro interno racchiudono 32 manifesti esclusivi illustrati da 32 tra i migliori fumettisti italiani. Il tutto anche in sostegno di 10 live club, grazie a un crowdfunding attivo dal 24 maggio fino al 30 giugno su Produzioni dal Basso.

VAI ALLA CAMPAGNA DI CROUDFUNDING

 

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